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Banche a confronto
Prima di dire si un tasso variabile conviene o meno é necessario presentare il seguente scenario:
il richiedente mutuo oggi si trova davanti al duplice problema di indebitarsi a spread molto alti – si parla di 4 o 5% – oppure vedersi aumentare il valore delle rate nel breve periodo causa l’incremento dell’indice Euribor.
Vediamo un po’ piú da vicino questo concetto.
I mutui a tasso fisso si aggirano intorno al 6 7 % mentre quelli a tasso variabile intorno a un 5%. A occhi superficiali potrebbe sembrare quest’utlima la scelta migliore. Ma un tasso variabile conviene?
Bisogna tenere conto che oggi l’indice Euribor oscilla in un range compreso tra 0.75% e 1.15% quindi la maggior parte del 5% del tasso variabile é composta dalle commissioni (spread) applicato dalla Banca.
Le analisi peró prevedono una crescita dell’Euribor nel medio periodo e se dovesse toccare il 3% significherebbe un aumento della rata di 150 euro su un capitale di 100000 mila euro preso in prestito per 20 anni.
Fare quindi attenzione alle percentuali che vengono fornite previene una scelta azzardata tra i due tipi di tasso.
